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	<title>movimento pandora</title>
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	<description>Il nuovo mondo della relazione col cane</description>
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		<title>Eustress, distress e non-stress</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Sep 2012 08:48:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Rassiga</dc:creator>
				<category><![CDATA[Educazione]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze cognitive animali]]></category>
		<category><![CDATA[cane]]></category>
		<category><![CDATA[Distress]]></category>
		<category><![CDATA[Eustress]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Quante volte ci è capitato di sentirci dire (e talvolta anche di pensare) che non è il caso di proporre al nostro cane questa o quella attività, questa o quella esperienza, perché potrebbero risultare stressanti? A questo proposito vorrei spendere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quante volte ci è capitato di sentirci dire (e talvolta anche di pensare) che non è il caso di proporre al nostro cane questa o quella attività, questa o quella esperienza, perché potrebbero risultare stressanti? A questo proposito vorrei spendere due parole sul significato adattativo dello stress.</p>
<p>In genere, lo stress viene erroneamente considerato nella sua esclusiva accezione negativa, dimenticandosi dell’importanza che lo stress ricopre nella nostra esistenza. Proviamo a pensare a quante esperienze del nostro bagaglio di vita, che sul momento ci apparivano stressanti, si sono poi rivelate una fondamentale fonte d’incremento della nostra autostima e della nostra autoefficacia percepita… Quanti successi scolastici, professionali e persino amorosi ci hanno visto con le mani sudate e il cuore in gola? Quante prime volte ci hanno visto insonni e con un po’ di sana voglia di scappare? E quanto ci siamo sentiti fieri di noi stessi nell’affrontare con successo tutte queste situazioni? Ci siamo sentiti così tanto orgogliosi di aver vissuto e superato quei momenti, che anche a distanza di anni i ricordi ci appaiono vividi e i racconti emozionanti.</p>
<p>E’ anche per le ragioni finora espresse che il mondo della psicologia ha pensato di distinguere due tipologie di stress: l’eustress e il distress.</p>
<p>L’eustress, come il colesterolo HDL, è lo stress considerato <em>buono</em>, perché deriva da stimolazioni ambientali costruttive ed interessanti. Il distress invece viene anche chiamato stress <em>cattivo</em> perché supera la soglia di tollerabilità dell’individuo e può provocare scompensi.</p>
<p>Ma come distinguere l’eustress dal distress? Sappiamo che la risposta ad un evento stressante avviene in tre fasi:</p>
<p>-      la <strong>fase di allarme</strong>, in cui uno stato di allerta genera nell’individuo risposte psicofisiologiche caratteristiche come arousal elevato, tachicardia,…;</p>
<p>-      la <strong>fase di resistenza</strong>, in cui gli indicatori psicofisiologici tendono a normalizzarsi e l’individuo mette in atto dei tentativi di adattamento alla situazione;</p>
<p>-      la <strong>fase di esaurimento</strong>, che si verifica qualora l’individuo, non riuscendo ad adattarsi alla situazione, si scompensa.</p>
<p>Si parla di distress quando l’individuo, non essendo in grado di fronteggiare la situazione, raggiunge la fase di esaurimento.</p>
<p>Provo a spiegarvi il tutto con una metafora. Possiamo immaginare che ciascun individuo (ovviamente cane compreso) sia dotato di una sorta di <em>contenitore dello stress.</em> La grandezza di questo contenitore non è uguale per tutti e dipende sia da caratteristiche personali, sia dalle esperienze che ciascun individuo ha vissuto. Ogni esperienza stressante che viene superata senza che il contenitore dello stress debordi, ossia senza che l’individuo raggiunga la fase di esaurimento, non solo non è da considerarsi negativa, ma può incrementare la grandezza del nostro contenitore dello stress. Un contenitore più grande ci permetterà quindi di fronteggiare situazioni apparentemente più stressanti con gli strumenti adeguati per non arrivare allo scompenso.</p>
<p>Quindi, l’eustress non solo è meglio del distress, ma anche del non-stress.</p>
<p>Alla luce di quanto detto finora, talvolta mi riesce difficile comprendere la scelta di alcuni proprietari, che rinunciano <em>a priori </em>ad attività apparentemente stressanti per il cane, senza chiedersi se queste possano essere funzionali ad incrementare la capacità del proprio cane di far fronte allo stress. Un cane che, per non essere sottoposto in alcun modo a stress, viene tenuto alla larga da tutte quelle situazioni che esulano dalla (talvolta noiosa) routine quotidiana, avrà in dotazione pochi strumenti per fronteggiare gli imprevisti che la vita ci riserva. Eppure la vita è piena di imprevisti: traslochi, ricoveri in ospedale, viaggi inaspettati, nuove nascite…</p>
<p>La prossima volta, quindi, che ci troveremo di fronte alla proposta di un’attività da fare con il nostro cane non dovremo chiederci se in assoluto è un’esperienza stressante, ma se il contenitore di stress del nostro cane è sufficientemente grande da reggere quel po’ di stress che gli consentirà di vivere e superare con successo quella specifica esperienza. Se così fosse, buttiamoci in questa nuova avventura, perché regaleremo al nostro cane la possibilità di accrescere il suo contenitore dello stress.</p>
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		<title>Come è intelligente il cane! – (Parte terza)</title>
		<link>http://movimentopandora.org/scienze-cognitive-animali/come-e-intelligente-il-cane-parte-terza</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Aug 2012 10:30:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Balbi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scienze cognitive animali]]></category>
		<category><![CDATA[cane]]></category>
		<category><![CDATA[imitazione]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza]]></category>
		<category><![CDATA[teoria della mente]]></category>

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		<description><![CDATA[<p align="JUSTIFY">Messa da parte l&#8217;intenzione di <a href="http://movimentopandora.org/scienze-cognitive-animali/come-e-intelligente-il-cane-parte-seconda" target="_blank">stabilire se ci siano animali più intelligenti di altri</a>, possiamo indagare meglio come funziona la mente dei cani.</p> <p align="JUSTIFY">Studi sulla mente dei cani:</p> <p align="JUSTIFY">Con alcuni test si è cercato di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Messa da parte l&#8217;intenzione di <a href="http://movimentopandora.org/scienze-cognitive-animali/come-e-intelligente-il-cane-parte-seconda" target="_blank">stabilire se ci siano animali più intelligenti di altri</a>, possiamo indagare meglio come funziona la mente dei cani.</span></p>
<div id="attachment_1737" class="wp-caption alignleft" style="width: 280px"><a href="http://www.paroladicane.it/recensioni/113-stefano-benni-luca-ralli-fen-il-fenomeno.html"><img class=" wp-image-1737      " style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" src="http://movimentopandora.org/wp-content/uploads/cane_intelligente2-300x198.jpg" alt="Fen il fenomeno cuce a macchina" width="270" height="178" /></a><p class="wp-caption-text">dal libro &quot;Fen il fenomeno&quot; Stefano Benni e Luca Ralli</p></div>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"><strong>Studi sulla mente dei cani</strong>:</span></p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Con alcuni test si è cercato di stabilire se i cani avessero o meno una teoria della mente, se ossero in grado di capire cosa sa l&#8217;altra persona. Un pezzo di carne viene messo davanti al cane e l&#8217;uomo dice “no!”, poi l&#8217;uomo si comporta in vari modi: esce dalla stanza, si gira dalla parte opposta, si mostra distratto, chiude gli occhi, rivolge lo sguardo al cane. Tranne nell&#8217;ultimo caso, in cui il cane sa di essere visto, in tutti gli altri mangia il boccone avvicinandosi lentamente, girando al largo e frapponendosi tra l&#8217;uomo e il boccone in modo che l&#8217;altro, seppur distratto, non possa vedere.</span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Un&#8217;altra questione dibattuta è se i cani possano imparare o meno per imitazione. In un recinto a “V” i cani imparano la soluzione se vedono una persona girare attorno al recinto così come se vedono un cane che lo fa. Non imitano con esattezza ma trovano più rapidamente la soluzione.</span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Anche nel caso di un asciugamano sotto un cesto capovolto i cani trovano la soluzione in breve tempo se vedono un altro cane tirare l&#8217;asciugamano con la bocca o con le zampe; usano, però, sempre le zampe. Non copiano anche in questo caso, capiscono la soluzione? In realtà risolvono il problema anche se vedono semplicemente un cane mangiare da sopra l&#8217;asciugamano senza aver visto che lo tirava fuori; si tratta semplicemente di rinforzo locale, il cane aumenta l&#8217;attenzione per un luogo o per un oggetto dopo averci visto qualcuno.</span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">In situazioni più complicate, invece, i cani hanno dimostrato un vero e proprio apprendimento sociale. Il compito era tirare una maniglia a lato di una scatola per fare uscire una palla, girare intorno alla scatola e prendere la palla. Cani precedentemente addestrati mostravano la soluzione. I cani che potevano guardare tutta la sequenza, risolvevano immediatamente il compito, così come i cani che osservavano il proprietario tirare la maniglia. La soluzione era molto più lenta per i cani che vedevano soltanto toccare la scatola (quindi non c&#8217;è rinforzo locale) o che non vedevano nulla.</span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Anche con i cani sono stati fatti studi sul linguaggio. Rico è in grado di riconoscere ben 200 nomi di oggetti e nel caso di nomi che non conosce sceglie per esclusione di quelli nuovi. </span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Alexandra Horowits ha condotto studi molto recenti sul comportamento dei cani. Ha osservato in particolare tutti i dettagli del gioco che definisce come: ”attività volontaria che implica comportamenti ripetuti ed esagerati, di durata più o meno prolungata, di varia intensità, combinati in maniera atipica; utilizza modelli di azione che hanno ruoli identificabili in altri contesti”. Il gioco possiede tutte le caratteristiche di una buona interazione sociale: la coordinazione, la turnazione, l&#8217;auto-limitazione, il saper tenere in considerazione le capacità e il comportamento dell&#8217;altro. Per iniziare il gioco i cani ricorrono a segnali tipici (inchino) e mettono in atto tutta una serie di comportamenti per richiamare l&#8217;attenzione dell&#8217;altro (abbaio, interazione fisica,..)</span></p>
</li>
</ul>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Per approfondimenti: </span></p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><em><span style="font-size: x-small;">Felice Cimatti, “Mente e linguaggio negli animali. Introduzione alla zoosemiotica cognitiva”, Carocci editore, 1998</span></em></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><em><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;">Alexandra Horowitz, &#8220;Come pensa il tuo cane. Tutti i segreti del migliore amico dell&#8217;uomo&#8221;, Oscar Mondadori, 2010</span></span></em></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><em><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;">Kaminski J., Brauer J., &#8220;Il cane intelligente. A modo suo&#8221;, Muzzio, Roma, 2008</span></span></em></p>
</li>
</ul>
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		<title>Come è intelligente il cane! – (Parte seconda)</title>
		<link>http://movimentopandora.org/scienze-cognitive-animali/come-e-intelligente-il-cane-parte-seconda</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Jul 2012 11:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Balbi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scienze cognitive animali]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[cani]]></category>
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		<description><![CDATA[<p align="JUSTIFY">Dopo aver stabilito che <a title="come è intelligente il cane - parte prima" href="http://movimentopandora.org/scienze-cognitive-animali/come-e-intelligente-il-cane-prima-parte" target="_blank">i cani hanno un&#8217;intelligenza “diversa” sia dai primati sia dai bambini</a>, passiamo al confronto con i lupi. Per molto tempo si è detto che i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Dopo aver stabilito che <a title="come è intelligente il cane - parte prima" href="http://movimentopandora.org/scienze-cognitive-animali/come-e-intelligente-il-cane-prima-parte" target="_blank">i cani hanno un&#8217;intelligenza “diversa” sia dai primati sia dai bambini</a>, passiamo al confronto con i lupi. Per molto tempo si è detto che i lupi sono molto più intelligenti e ciò sarebbe dimostrato dal volume cerebrale e dalla maggiore abilità nella soluzione di problemi. Dai test effettuati sembrerebbe non essere proprio così.<br />
</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-1749" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" src="http://movimentopandora.org/wp-content/uploads/strange_situation1.jpg" alt="strange situation" width="200" height="151" />Cani e lupi</strong>:</span></p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">cani e lupi, liberi di muoversi, sono stati messi in un ambiente con la persona di riferimento, una ciotola di latte, un cane sconosciuto, una persona sconosciuta. I cani si sono rivolti sempre alle persone, sia alla loro figura di riferimento sia alla persona sconosciuta; i lupi si sono rivolti alla persona di riferimento, all&#8217;altro cane e soltanto dopo alla persona sconosciuta. Questo a dimostrazione del fatto che i cani hanno una naturale propensione per il contatto sociale con l&#8217;uomo, inoltre i cani rivolgevano lo sguardo sul volto delle persone e scodinzolavano, cose che i lupi non fanno.</span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">In un altro esperimento è stata testata la capacità a collaborare con le persone. Il cane è in una stanza con il ricercatore che nasconde del cibo, non raggiungibile, in modo che il cane possa vederlo. Poi entra il proprietario, in tutti i casi il cane chiede il cibo guardando alternativamente il proprietario e il cibo. Se il cane rimane solo non cerca di raggiungere il cibo (sa di non poterlo fare); se il proprietario è presente quando il cibo viene nascosto il cane non chiede indicando il cibo (sa che il suo proprietario sa dove si trova il cibo). Nella stessa situazione il lupo rimane a guardare il cibo a cui è molto interessato ma non cerca la collaborazione delle persone per averlo.</span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Nella risoluzione autonoma di problemi i lupi riescono meglio dei cani, ad esempio sono in grado di recuperare il cibo da una cassetta azionando una leva perchè capiscono la relazione tra il loro comportamento e le sue conseguenze, per i cani la soluzione è più casuale.</span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Anche tra cani ci sono differenze di comportamento nella risoluzione di problemi. A due gruppi di cani è stato posto lo stesso quesito: recuperare ciotole con cibo da sotto una rete. Il primo gruppo era costituito da cani molto legati al proprietario, il secondo gruppo da cani da lavoro. Il primo gruppo aspettava l&#8217;invito del proprietario e il suo incoraggiamento, il secondo gruppo risolveva autonomamente con successo il problema. Questo ci aiuta anche a capire le differenze tra cani e lupi, <strong>non che i lupi siano più intelligenti dei cani e che i cani da lavoro siano più intelligenti dei cani da compagnia, semplicemente lupi e cani da lavoro sono abituati a cavarsela da soli, i cani che hanno un forte legame con il proprietario si aspettano collaborazione.</strong></span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Un altro esperimento conferma questa affermazione. Lupi e cani, con alle loro spalle la figura di riferimento, sono posti davanti ad una gabbia contenente un bel pezzo di carne. I lupi cercano di aprire la gabbia, <strong>i cani si voltano a guardare il proprietario, questo per il cane è un modo efficace per raggiungere il risultato, è una buona strategia perchè tutto quello che l&#8217;uomo fa si rivela importante. I lupi, invece, non si aspettano alcun aiuto.</strong></span></p>
</li>
</ul>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Anche dal confronto tra cani e lupi nessuno esce come “più intelligente”, semplicemente animali diversi ragionano in maniera a loro congeniale e più funzionale alla loro tipologia di vita.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Per approfondimenti: </span></p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><em><span style="font-size: x-small;">Felice Cimatti, “Mente e linguaggio negli animali. Introduzione alla zoosemiotica cognitiva”, Carocci editore, 1998</span></em></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><em><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;">Alexandra Horowitz, &#8220;Come pensa il tuo cane. Tutti i segreti del migliore amico dell&#8217;uomo&#8221;, Oscar Mondadori, 2010</span></span></em></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><a title="Il Cane intelligente. A modo suo" href="http://www.paroladicane.it/recensioni/40-il-cane-intelligente-a-modo-suo.html" target="_blank"><em><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;">Kaminski J., Brauer J., &#8220;Il cane intelligente. A modo suo&#8221;, Muzzio, Roma, 2008</span></span></em></a></p>
</li>
</ul>
<p align="JUSTIFY">
]]></content:encoded>
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		<title>Come è intelligente il cane! (Prima parte)</title>
		<link>http://movimentopandora.org/scienze-cognitive-animali/come-e-intelligente-il-cane-prima-parte</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Jul 2012 15:30:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Balbi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scienze cognitive animali]]></category>
		<category><![CDATA[autocontrollo]]></category>
		<category><![CDATA[cane]]></category>
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		<description><![CDATA[<p align="JUSTIFY">Spesso si cerca di definire quanto il cane sia intelligente rispetto a noi, vale forse la pena ricordare che il cane, non essendo una persona, ragiona in maniera diversa, da cane appunto!</p> <p align="JUSTIFY">La domanda acquista un senso diverso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small">Spesso si cerca di definire quanto il cane sia intelligente rispetto a noi, vale forse la pena ricordare che il cane, non essendo una persona, ragiona in maniera diversa, da cane appunto!</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small">La domanda acquista un senso diverso se anziché chiederci <strong>quanto</strong> è intelligente il cane cominciamo a chiederci <strong>come</strong> è intelligente?</span></p>
<div id="attachment_1731" class="wp-caption alignleft" style="width: 262px"><a href="http://movimentopandora.org/wp-content/uploads/cane_intelligente1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1731    " style="margin-left: 10px;margin-right: 10px" src="http://movimentopandora.org/wp-content/uploads/cane_intelligente1-252x300.jpg" alt="test indicazione al cane" width="252" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Dal libro &quot;Il cane intelligente. A modo suo&quot; Kaminski J,, Brauer J.</p></div>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small">A partire dagli anni &#8217;60 alcuni scienziati hanno tentato varie strade per dimostrare che altri animali oltre all&#8217;uomo sono intelligenti e si sono dedicati soprattutto allo studio del linguaggio nei primati.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small">Più di recente gli studiosi hanno diretto la loro attenzione verso i cani per stabilire il grado di capacità cognitive, sia in parallelo ai primati, sia in parallelo ai bambini ed hanno cercato di valutare il grado di collaboratività con i proprietari.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-size: small"><strong>Cani e primati</strong>:</span></p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small">Al test di scelta di un oggetto su suggerimento di una persona ai cani è sufficiente il solo sguardo o un qualsiasi gesto (i primati, invece non sono in grado, tranne se allevati dall&#8217;uomo!); i cani seguono il gesto indicativo anche se la persona si muove dalla parte opposta rispetto all&#8217;oggetto. Se è un bastone ad indicare, il cane non capisce, deve esserci un chiaro gesto dell&#8217;uomo oppure un oggetto indicatore sopra al contenitore giusto. Il cane si fida dell&#8217;indicazione della persona anche se il suo fiuto gli indica chiaramente che il contenitore indicato dalla persona non è quello contenente il cibo.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small">Questo non vuol dire che i cani siano più intelligenti dei primati, solo che hanno un&#8217;intelligenza “diversa”, i cani si fidano molto dell&#8217;indicazione della persona.</span></p>
</li>
</ul>
<p><span style="font-size: small"><strong>Cani e bambini</strong>:</span></p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small"><strong>Un semplice esperimento ha dimostrato che in alcune situazioni i cani “ragionano” esattamente come i bambini:</strong> un bambino osserva una persona che accende la luce spingendo l&#8217;interruttore con la testa: se la persona aveva le mani occupate, il bambino non riproduce fedelmente ma usa le mani per azionare l&#8217;interruttore (è evidente che la persona ha usato la testa solo perchè le mani erano occupate); se la persona aveva le mani libere anche il bambino usa la testa (evidentemente ci deve essere una buona ragione per premere l&#8217;interruttore con la testa!)</span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small">Un cane osserva un cane addestrato a schiacciare con la zampa un bastone per ottenere una ricompensa da un distributore a molla. Se il cane dimostratore ha una palla in bocca, il secondo utilizza il muso, a lui più congeniale, per azionare la leva (del resto l&#8217;altro cane non ha utilizzato il muso solo perchè aveva la palla in bocca); se il primo cane ha la bocca libera, anche il secondo cane utilizza la zampa (evidentemente ci deve essere una buona ragione per utilizzare la zampa!)</span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small">Negli esperimenti sulla permanenza di un oggetto, nascosto sotto un tappeto o dietro una barriera, i cani cercano immediatamente nel posto giusto. Se mettiamo una palla in un contenitore, poi il proprietario porta il contenitore dietro a una barriera e ricompare con il contenitore vuoto, i cani arrivano alla soluzione, ma trovano la palla fiutando. Se mettiamo il contenitore successivamente dietro a tante barriere, ogni volta che il cane non trova la palla rallenta da una barriera all&#8217;altra, scoraggiato dal risultato negativo; i bambini, invece, corrono più veloci verso la barriera successiva. <strong>In questo caso, quindi, cani e bambini ragionano in maniera diversa: i cani si scoraggiano per l&#8217;insuccesso, i bambini sanno che prima o poi troveranno il giocattolo e si affrettano per ottenerlo</strong></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small">Per approfondimenti: </span></p>
<p align="JUSTIFY">
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: x-small">Felice Cimatti, “Mente e linguaggio negli animali. Introduzione alla zoosemiotica cognitiva”, Carocci editore, 1998</span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: x-small"><span style="font-size: x-small">Alexandra Horowitz, &#8220;Come pensa il tuo cane. Tutti i segreti del migliore amico dell&#8217;uomo&#8221;, Oscar Mondadori, 2010</span></span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><a title="Il Cane intelligente. A modo suo" href="http://www.paroladicane.it/recensioni/40-il-cane-intelligente-a-modo-suo.html" target="_blank"><span style="font-size: x-small"><span style="font-size: x-small">Kaminski J., Brauer J., &#8220;Il cane intelligente. A modo suo&#8221;, Muzzio, Roma, 2008</span></span></a></p>
</li>
</ul>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small"><strong>.</strong></span></p>
</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Si può insegnare l&#8217;autocontrollo?</title>
		<link>http://movimentopandora.org/educazione/si-puo-insegnare-lautocontrollo</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Jul 2012 14:08:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Balbi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Educazione]]></category>
		<category><![CDATA[autocontrollo]]></category>
		<category><![CDATA[cane]]></category>
		<category><![CDATA[cuccioli]]></category>
		<category><![CDATA[tira-e-molla]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Se pensiamo alla potenza della muscolatura e della dentatura di un cane e a quanto possono essere delicati nel gioco questo ci dà una misura della loro capacità di autocontrollo.</p> <p>E&#8217; la mamma che insegna gli “autocontrolli”, cioè interrompe il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft  wp-image-1724" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" src="http://movimentopandora.org/wp-content/uploads/autocontrollo.jpg" alt="Buck e Stefano giocano alla lotta" width="252" height="336" />Se pensiamo alla potenza della muscolatura e della dentatura di un cane e a quanto possono essere delicati nel gioco questo ci dà una misura della loro capacità di <strong>autocontrollo</strong>.</p>
<p>E&#8217; la mamma che insegna gli “autocontrolli”, cioè interrompe il gioco ogni volta che un cucciolo esagera con l&#8217;eccitazione o stringe troppo il morso o fa il prepotente con un fratellino. L&#8217;intervento della mamma va dal semplice intromettersi e dividere i cuccioli all&#8217;immobilizzazione a terra del cagnolino prevaricatore; i cuccioli imparano così a non stringere mai il morso ed a controllare la propria esuberanza per non incorrere nella <strong>“punizione etologica”</strong> della mamma.</p>
<p>Quando i cuccioli vengono separati troppo presto o quando la mamma è giovane e inesperta oppure ha troppi cuccioli a cui badare e non riesce a svolgere la sua azione educatrice può capitare che i cani abbiano difficoltà ad autocontrollarsi o che sviluppino vere e proprie patologie del comportamento. Alcuni cani saltano addosso alle persone con troppa foga per salutarle o si lanciano fuori dalla porta di casa o dalla macchina perchè non vedono l&#8217;ora di andare a giocare al parco oppure mordicchiano le mani durante il gioco o quando gli offriamo un bocconcino o addirittura non hanno alcun controllo del morso.</p>
<p><span style="font-size: small;">Sebbene i cuccioli imparino l&#8217;autocontrollo principalmente dalla mamma, abbiamo qualche strumento a disposizione per migliorare questa capacità anche nell&#8217;adulto. Gli esercizi indicati sono soltanto un suggerimento e, secondo i casi, può essere indicato affidarsi ad un educatore, a un istruttore o a un veterinario comportamentalista se il cane ha difficoltà particolari negli autocontrolli.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"><strong><a title="esercizio della ciotola" href="http://www.paroladicane.it/archivio/132-il-rituale-del-pasto.html" target="_blank">Esercizio della ciotola</a> – </strong>Si può insegnare ad aspettare pazientemente che la ciotola sia poggiata in terra prima di andare a mangiare piuttosto che saltare, abbaiare, tuffarsi sul cibo. Si riesce ad ottenere questo risultato in vari modi, quello che preferisco è mettere il cane di fronte al problema e aspettare che sia lui a trovare la soluzione giusta, anziché chiedergli di aspettare.</span></p>
<p><strong>Doggyzen</strong> &#8211; E&#8217; un esercizio di autocontrollo proposto da <a title="Angelo Vaira" href="http://angelovaira.it/" target="_blank">Angelo Vaira</a> ai suoi allievi educatori cinofili. Prendere un bocconcino e con la mano chiusa a pugno farlo annusare al cane. Se il bocconcino è abbastanza appetibile, il cane cercherà di prenderlo in tutti i modi (leccando la mano, mordicchiando, abbaiando, grattando con la zampa,&#8230;) ma la mano rimane chiusa finchè il cane si ferma a pensare e smette. Con tempismo lodiamo il cane e offriamo un bocconcino con l&#8217;altra mano. Se il cane è molto insistente e non riesce a calmarsi del tutto possiamo modellare il suo comportamento premiando quando allenta un po&#8217; l&#8217;assalto al bocconcino e guidarlo via via verso la calma. Il cane imparerà in fretta che ad agitarsi non si ottiene nulla e a rimanere calmi si ottiene un premio!</p>
<p><strong>Discesa dall&#8217;automobile</strong> – far scendere il cane dalla macchina può diventare un ottimo esercizio di autocontrollo se apriamo lo sportello soltanto quando il cane è tranquillo. Cominciamo ad aprire molto lentamente e se il cane si muove per scendere richiudiamo immediatamente, ripetiamo finchè il cane capisce che per farsi aprire lo sportello deve rimanere fermo. A questo punto possiamo chiedergli di aspettare mentre agganciamo il guinzaglio e poi invitarlo a scendere e a rimanere vicino a noi.</p>
<p align="JUSTIFY"><a title="Il gioco del tira-e-molla" href="http://www.paroladicane.it/archivio/133-il-gioco-del-tira-e-molla.html" target="_blank"><span style="font-size: small;"><strong>Tira-e-molla</strong></span></a><span style="font-size: small;"> – Giocando al classico tira-e-molla posso insegnare il “lascia” ed abituare il cane a calmarsi rapidamente dopo un&#8217;attività eccitante. Durante il gioco avvicino la treccia al corpo e la tengo ferma finché il cane non abbandona la presa, come premio lo invito a giocare nuovamente. Quando avvicinando la treccia al corpo, il cane apre la bocca quasi immediatamente, posso anticiparlo dicendo “lascia” o “grazie” e premiandolo, così che possa associare il segnale “lascia” al comportamento di aprire la bocca. Questo segnale è utile per fare in modo che il cane possa lasciare qualsiasi oggetto su richiesta! Anche in questo caso è importante farsi aiutare da un educatore esperto. </span></p>
<p align="JUSTIFY">
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		<title>Mamma, quando il cielo è nuvolo, Briciola come fa a guardare giù?</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jul 2012 17:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Rassiga</dc:creator>
				<category><![CDATA[Domande]]></category>
		<category><![CDATA[bimbi]]></category>
		<category><![CDATA[cani]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione del lutto]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La perdita di un membro della famiglia è sempre un momento d’intenso dolore. Purtroppo, il ciclo di vita dei nostri amici a quattro zampe è più breve del nostro. Per quanto possa sembrare ingiusto, è quindi nell’ordine delle cose assistere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La perdita di un membro della famiglia è sempre un momento d’intenso dolore. Purtroppo, il <strong>ciclo di vita</strong> dei nostri amici a quattro zampe è più breve del nostro. Per quanto possa sembrare ingiusto, è quindi nell’ordine delle cose assistere alla nascita e alla crescita del nostro cucciolo, condividere con lui una parte della nostra vita, ma anche accompagnarlo nei momenti che precedono la <strong>morte</strong>. In genere non ci sembra di essere mai pronti abbastanza ad affrontare una così grande <strong>sofferenza</strong>. Eppure, quando il nostro cane viene a mancare, talvolta non solo dobbiamo fare i conti con una ferita, intima e profonda, che non sappiamo come lenire, ma ci troviamo nella condizione di dover spiegare l’accaduto ai piccoli cuccioli d’uomo che stanno in famiglia e che magari per la prima volta affrontano il lutto per la perdita di un loro caro.</p>
<p>In questa situazione ci sentiamo assaliti da infinite angosce: come posso trovare le parole giuste per dire al mio bimbo che Briciola non c’è più? Come posso sottoporlo al peso di una ferita così grande che neanche io sono in grado di reggerla? Come non sentirmi in colpa nel fare ciò? E come trattenere la mia sofferenza in modo da non versare neanche una lacrima di fronte al mio bimbo?</p>
<p>Non esiste un modo giusto e uno sbagliato per <strong>comunicare la morte del nostro cane al nostro bimbo</strong>, però è importante avere alcune informazioni prima di decidere quale strada intraprendere.</p>
<p>Le innumerevoli domande che ci assalgono talvolta ci confondono e ci disorientano così tanto che sentiamo la necessità di ricorrere ad una serie di complesse metafore per parlare con i nostri bimbi, con il solo obiettivo – più o meno consapevole – di tenere la maggior distanza possibile tra noi e la parola morte. Spesso, però, i bimbi non hanno le competenze per comprendere a fondo il significato della metafora che noi usiamo. Può così accadere che loro percepiscano comunque la nostra angoscia e sofferenza attraverso la comunicazione non verbale e che la associno al significato concreto delle parole che noi stiamo utilizzando. E’ per questo che, se dico al mio bimbo che Briciola si è addormentato &#8211; e probabilmente mentre lo dico trattengo a stento le lacrime &#8211; il mio bimbo potrebbe, nelle notti successive, avere tanta tanta paura di addormentarsi perché “se ci si addormenta, poi succede come a Briciola, che non ci si sveglia mai più”.</p>
<p>Inoltre, non sempre ci sentiamo pronti a reggere il carico emotivo del pianto inconsolabile del nostro bimbo, che quasi sicuramente seguirà alla comunicazione della triste notizia. Può quindi essere che alla frase “Briciola è morto” segua quella “ma tu devi essere forte, non piangere”. <span style="text-decoration: underline;">I bimbi hanno il diritto di piangere</span> di fronte ad una notizia del genere. E noi abbiamo il diritto di piangere con loro, se in quel momento ci assale la tristezza. Condividere con i nostri bimbi la tristezza di questi momenti è un modo per insegnare loro a riconoscerla, viverla e superarla.</p>
<p>In fondo, la vita è fatta di cose belle e di cose brutte, anzi, in genere, più le cose sono belle e più è brutto perderle. E cosa c’è di più bello che condividere un pezzo del cammino della nostra vita con un cane? E’ proprio la meraviglia degli anni trascorsi insieme che rende così doloroso il momento della scomparsa del nostro cane. Infatti, molti di noi, dopo aver affrontato la sofferenza causata dalla morte del primo cane, decidono comunque di prenderne un secondo.</p>
<p>Che risponderemmo se ci chiedessero “cosa ti spinge a metterti nuovamente nella condizione di affrontare quei momenti d’intenso dolore?” Penso che la maggior parte di noi, senza esitazione, ricorrerebbe a 4 semplici parole, in cui è racchiuso il significato profondo del contenuto di questo articolo: “<em><span style="text-decoration: underline;">ne VALE la pena”</span></em><span style="text-decoration: underline;">.</span></p>
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		<title>Educare alla libertà</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jul 2012 14:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Flavia Seri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Educazione]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[mediatore]]></category>
		<category><![CDATA[modificabilità cognitiva]]></category>
		<category><![CDATA[neuroplasticità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p align="JUSTIFY">Educare significa tirare fuori tutto il potenziale del cane, ovvero l&#8217;insieme di qualità e facoltà mentali, sociali, emozionali e comportamentali ancora inespresse. Significa guidare il cane a liberare tutte le potenzialità che la sua mente nasconde.</p> <p align="JUSTIFY">Quando insegniamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Educare</strong> <strong>significa tirare fuori tutto il potenziale del cane</strong>, ovvero l&#8217;insieme di qualità e facoltà mentali, sociali, emozionali e comportamentali ancora inespresse. Significa guidare il cane a liberare tutte le potenzialità che la sua mente nasconde.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Quando insegniamo dei comportamenti al nostro fedele compagno o facciamo dei giochi con lui, gli stiamo offrendo l&#8217;opportunità di provare una grande varietà di emozioni e di esprimere, allenare, perfezionare le sue competenze cognitive e di crearne di nuove, agevolando lo sviluppo di altre abilità e potenziando o modificando quelle già apprese. E&#8217; ciò che lo psicologo Reuven Feuerstein chiama <strong>MODIFICABILITA&#8217; COGNITIVA</strong>.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Il cervello è costituito da una fittissima rete neurale, forma continuamente nuove connessioni sinaptiche, rinforzando o eliminando quelle già esistenti. Questa proprietà del sistema nervoso è detta <strong>NEUROPLASTICITA’</strong>, ed è stimolata dalla memoria e dall&#8217;apprendimento e, quindi, dalle esperienze che facciamo del mondo ogni giorno. Quando il cane sperimenta un’emozione positiva, uno stato di calma, o impara un nuovo comportamento, vengono create altre vie neurali che si consolideranno ogni volta che rivivrà quell’esperienza. In questo modo il cervello è in grado di trasformare struttura e funzionalità, e il cane sarà più veloce e flessibile ad imparare nuovi compiti.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Giocare insieme e condividere attività divertenti, come il problem solving, la ricerca olfattiva, la mobility, è di beneficio alla relazione e consente al nostro amico di migliorare ed apprendere competenze come attenzione, concentrazione, autocontrollo, autoefficacia; potenzia memoria e velocità di apprendimento, e favorisce stati emozionali preposti alla calma e alla felicità.</span></span></p>
<p style="text-align: center;" align="JUSTIFY"><a href="http://movimentopandora.org/educazione/educare-alla-liberta/attachment/img_0591-3" rel="attachment wp-att-772"><img class=" wp-image-772 aligncenter" src="http://movimentopandora.org/wp-content/uploads/IMG_05912-300x300.jpg" alt="" width="270" height="270" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Offrendogli le condizioni adatte a sviluppare nuove capacità e strategie mentali, il cane avrà, così, molti più strumenti a disposizione che gli consentiranno di diventare via via più autonomo nelle scelte del comportamento adeguato alle varie circostanze.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em> <strong>Noi siamo dei mediatori</strong>.</em></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Vygotskij e, successivamente, Feuerstein furono i primi a considerare fondamentale la figura del mediatore. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Partendo dallo sviluppo cognitivo attuale del cane e da ciò che ha appreso fino a quel momento, abbiamo la possibilità di favorirne le condizioni di apprendimento cognitivo e sociale adatte, guidando il nostro amico a quattro zampe verso esperienze di vita piacevoli e formative. In questo modo, avrà l&#8217;occasione di fare esperienza autonomamente, sviluppando libertà e capacità di pensiero, ma con la certezza di trovare in noi un compagno fidato in grado di offrirgli supporto in caso di difficoltà.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Soddisfacendo i suoi bisogni, aiutandolo ad accrescere la sua autoefficacia e le sue sicurezze, si sentirà sempre più motivato ad aprirsi a nuove esperienze, manifestando un crescente interesse verso attività esplorative, di gioco, di creatività. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://movimentopandora.org/educazione/educare-alla-liberta/attachment/img_0722" rel="attachment wp-att-773"><img class="alignright  wp-image-773" src="http://movimentopandora.org/wp-content/uploads/IMG_0722-300x300.jpg" alt="" width="240" height="240" /></a><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Come mediatori, quindi, abbiamo un ruolo chiave nella formazione del carattere del cane e nella sua crescita cognitiva, sociale ed emozionale. Siamo agevolatori dell&#8217;apprendimento e della relazione e attraverso l&#8217;empatia, la fiducia e una buona comunicazione possiamo aiutare il nostro amico ad esprimere tutto il suo potenziale e ad essere libero di scegliere tra le diverse alternative quella più adeguata alla situazione in cui si trova. </span></span></p>
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		<title>Insegnare il seduto</title>
		<link>http://movimentopandora.org/educazione/insegnare-il-seduto</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Jul 2012 17:30:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Balbi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Educazione]]></category>
		<category><![CDATA[bocconcino]]></category>
		<category><![CDATA[cattura]]></category>
		<category><![CDATA[induzione]]></category>
		<category><![CDATA[premio]]></category>
		<category><![CDATA[problem solving]]></category>
		<category><![CDATA[seduto]]></category>
		<category><![CDATA[segnale]]></category>

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		<description><![CDATA[<p align="JUSTIFY">Quasi tutti i proprietari di cani scelgono di insegnare come prima cosa il &#8220;seduto&#8221;, forse perchè è un comportamento che si ottiene facilmente o forse perchè assomiglia molto al nostro stesso segnale verbale per sederci appunto, o perchè il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY">Quasi tutti i proprietari di cani scelgono di insegnare come prima cosa il &#8220;seduto&#8221;, forse perchè è un comportamento che si ottiene facilmente o forse perchè assomiglia molto al nostro stesso segnale verbale per sederci appunto, o perchè il cane lo propone autonomamente o magari soltanto perchè ci dà l&#8217;impressione che il cane sia più “ubbidiente” se riusciamo a metterlo seduto su richiesta.</p>
<p align="JUSTIFY">In ogni caso, frequentemente ci si imbatte nei suggerimenti di amici che hanno già “addestrato” il cane. Di solito i consigli sono di due tipi, e derivano da due modi diversi di insegnare le cose:</p>
<ol>
<li>
<p align="JUSTIFY">nell&#8217;<strong>addestramento classico</strong>, si insegna il seduto tenendo il guinzaglio verso l&#8217;alto in modo che il collare (solitamente a strangolo) tenga bene alta la testa del cane e, con l&#8217;altra mano, si spinge il posteriore verso terra in maniera più o meno energica. A quel punto di solito il cane si siede, costretto meccanicamente o come segnale di pacificazione verso chi lo sta maneggiando in quel modo. Appena il cane si siede, la trazione sul collare viene allentata e questo sollievo comunica al cane che ha fatto la cosa giusta, tanto che le volte successive si metterà seduto con rapidità proprio per evitare la stretta al collo e la spinta sul posteriore.</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">Un&#8217; alternativa valida a questo trattamento è l&#8217; <strong>induzione </strong>, con cui si premia il cane per aver eseguito il comportamento . Ecco cosa puoi fare: chiama il cane con voce allegra in modo che preluda ad un gioco da fare insieme, perchè questo deve essere la richiesta del “seduto”: un esercizio divertente per entrambi, non una performance da realizzare a comando! Quando il cane arriva scodinzolando,entusiasta e curioso, fai annusare un bocconcino e poi, tenendolo sempre vicino al suo naso, sposta la mano prima verso l&#8217;alto e poi indietro (in direzione della coda) in modo che il cane, per mantenere il contatto con il bocconcino, sollevi la testa. Poichè la colonna vertebrale è abbastanza rigida, il cane comincerà a piegare le zampe posteriori e a sedersi spontaneamente, ed è a questo punto che puoi elogiare e premiare il tuo cane. Ripetendo questa azione più volte ti accorgerai che Fido anticiperà la tua richiesta e inizierà a sedersi appena riconosce il gesto della mano. A questo punto il tuo gesto può essere proposto anche senza il bocconcino e il cane sarà premiato comunque quando si siede. Per ora il segnale per chiedere al cane di sedersi è solo gestuale ma con un po&#8217; di pratica sarai pronto per inserire anche un segnale vocale.  Pronuncia “seduto” (o la parola o la frase che preferisci) immediatamente prima di fare il movimento con la mano; il cane farà presto l&#8217;associazione tra il suono della tua voce e il gesto e comincerà ad anticipare, cioè a proporre il comportamento “seduto” al suono della tua voce. Ora il gesto non è più necessario e il cane si metterà seduto al solo segnale vocale! Mi raccomando&#8230;non dimenticare di premiare con un bocconcino o con lodi verbali l&#8217;esibizione del comportamento.</p>
</li>
</ol>
<p align="JUSTIFY">Rispetto all&#8217;addestramento classico, in cui il cane “esegue l&#8217;ordine” sostanzialmente per evitare una sofferenza fisica, con questo nuovo approccio il tuo amico a 4 zampe sente di partecipare ad un gioco e sa di essere premiato per questo, perciò riproporrà il comportamento sia per ricevere il bocconcino sia per soddisfare il suo desiderio di collaborazione sociale.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong><span style="text-decoration: underline;">Sequenza 1</span></strong><br />
<img class="size-medium wp-image-1674 alignnone" title="seduto1" src="http://movimentopandora.org/wp-content/uploads/seduto1-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Sequenza 2</strong></span><br />
<img class="alignnone size-medium wp-image-1675" title="seduto2" src="http://movimentopandora.org/wp-content/uploads/seduto2-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></p>
<p align="JUSTIFY">&#8230;e se così il cane non si siede?</p>
<p align="JUSTIFY">In questo caso dobbiamo trovare delle alternative valide, ad esempio:</p>
<ol>
<li>
<p align="JUSTIFY">la <strong>cattura</strong> : ogni volta che il cane si siede spontaneamente saremo pronti a dire “bravo” e a premiarlo con un bocconcino. Il cane proporrà il “seduto” sempre più spesso con l&#8217;intenzione di ricevere il cibo, dovremo essere allora abili a cogliere il momento giusto per pronunciare la parola “seduto” (o il segnale che preferiamo) proprio quando il cane sta per sedersi e rinforzare l&#8217;associazione tra la parola e il comportamento. Quando questa associazione è abbastanza forte possiamo chiedere al cane di sedersi e soltanto dopo premiarlo.</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">il <strong>problem solving</strong> : facciamo annusare un bocconcino o prendiamo un giocattolo che piace molto al cane e mettiamolo su un mobile, o un ripiano in alto in modo che non possa raggiungerlo. Di fatto poniamo Fido di fronte ad un problema: il cibo (o il giocattolo) è lì ma non può averlo. Quindi cosa farà? Alcuni cani tentano saltando, abbaiando o si muovono nervosamente, altri si siedono quasi subito. Mandiamo a vuoto tutti gli altri tentativi e premiamo il cane con il cibo, o con l&#8217;oggetto che pià gli piace, quando si siede, ripetendo questo gioco finchè il cane non capisce che l&#8217;unica soluzione utile per ottenere il risultato è mettersi seduto! Quando il comportamento è fluido possiamo inserire il comando vocale e utilizzarlo anche non in presenza della situazione di problem solving.</p>
</li>
</ol>
<p align="JUSTIFY">
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		<title>Oltre i Metodi</title>
		<link>http://movimentopandora.org/educazione/metodi-e-approccio</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Jun 2012 17:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Nicolai</dc:creator>
				<category><![CDATA[Educazione]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze cognitive animali]]></category>
		<category><![CDATA[evoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[incontro uomo cane]]></category>
		<category><![CDATA[magia]]></category>
		<category><![CDATA[metodi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La storia dell&#8217;uomo e del cane parla della magia di un incontro. Nessuno può sapere con esattezza cosa accadde quando il primo lupo avvicinò, per la prima volta, un uomo. Possiamo solo immaginarlo. Ma di certo questo incontro parla di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-790" src="http://movimentopandora.org/wp-content/uploads/luponascosto-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />La storia dell&#8217;uomo e del cane parla della magia di un incontro. Nessuno può sapere con esattezza cosa accadde quando il primo lupo avvicinò, per la prima volta, un uomo. Possiamo solo immaginarlo. Ma di certo questo incontro parla di una magia, del miracolo di un dialogo e della volontà di conoscersi prima, e di non lasciarsi poi.</p>
<p>Ci dicono da sempre che uno dei due abbandonò il suo progenitore selvatico trasformandosi in cane, ma ormai sappiamo che anche l&#8217;uomo non sarebbe quello che è oggi, se quell&#8217;incontro non ci fosse mai stato. La risultante fu una vera e propria coevoluzione, al punto che oggi alcuni studiosi definiscono <strong>l&#8217;uomo</strong> &#8220;<em><strong>un primate che si comporta come un lupo</strong></em>&#8220;.</p>
<p>Uomo e Cane hanno quindi iniziato il loro percorso insieme, e per migliaia di anni hanno semplicemente collaborato l&#8217;uno al fianco dell&#8217;altro. Nel bene e nel male. Ma insieme.<br />
Poi ad un certo punto tutto è cambiato. E&#8217; cambiato l&#8217;ambiente, il sistema in cui questo animale a sei zampe era abituato a muoversi, sono cambiati i riferimenti. E&#8217; cambiato tutto. E sono iniziate le incomprensioni. I cani sono diventati un esercito di disoccupati, e l&#8217;uomo ha iniziato un cammino nel quale pensa di essere sempre più sufficiente a sè stesso.<br />
In questo nuovo sistema uomo e cane vivono come due vecchi amici, che però non si capiscono più. O forse sarebbe meglio dire che quello a due zampe non capisce più quello a quattro, che alle volte appare solo rassegnato.</p>
<p>E&#8217; in questo sistema che sono nati i &#8220;<strong>metodi</strong>&#8220;: insiemi di piccoli procedimenti per raggiungere un obiettivo. I procedimenti sono le tecniche, mentre l&#8217;obiettivo è quello di recuperare un rapporto perduto nel tempo. Una comunicazione dispersa. I metodi possono essere coercitivi, come l&#8217;addestramento vecchio stile, o possono essere gentili. Ma davvero c&#8217;è differenza?<br />
No, se il cane finisce sempre per essere un qualcosa al quale viene abbinato un libretto di istruzioni affinchè funzioni. E le incomprensioni aumentano.</p>
<p><strong>Il cane non è qualcosa. E&#8217; qualcuno.</strong><br />
Questo è il presupposto inevitabile affinchè, dalla scelta di un metodo, si possa arrivare all&#8217;acquisizione di un approccio. La differenza tra utilizzare metodi ed avere un approccio significa riconoscere &#8220;l&#8217;altro&#8221; come soggetto, come individuo, unico.<br />
<strong>Il cane non è una macchina da controllare, da regolare. E&#8217; un essere senziente, dotato di emozioni, bisogni, aspettative, rappresentazioni del mondo in cui vive</strong>. Il suo comportamento è l&#8217;espressione di uno stato mentale. Non è un qualcosa per il quale dobbiamo sapere quale leva tirare, affinchè sparisca o si rafforzi.</p>
<p>Porsi attraverso questo approccio è la scelta di vivere una magia. Di rivivere la magia dell&#8217;incontro con l&#8217;altro. Di essere (co)protagonisti di una nuova evoluzione.<br />
Io non so spiegarvi con esattezza cosa accadrà quando vivrete questa magia. So per certo che ve ne accorgerete, e quando così sarà non abbandonatela. I primi beneficiari sarete voi.</p>
<p>Buona Vita!</p>
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		<title>I levrieri primitivi (primitive hounds) e i levrieri orientali (sight hounds)</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jun 2012 17:10:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Balbi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Razze]]></category>
		<category><![CDATA[levrieri medio-orientali]]></category>
		<category><![CDATA[levrieri primitivi]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Il levriero più antico (pharaoh hound) risale addirittura a circa 5600 anni fa, ne troviamo molte raffigurazioni nelle tombe dei faraoni. Dal levriero dei faraoni hanno tratto origine e si sono diffuse molte razze simili in tutto il Mediterraneo.</p> <p>I [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il levriero più antico (pharaoh hound) risale addirittura a circa 5600 anni fa, ne troviamo molte raffigurazioni nelle tombe dei faraoni. Dal levriero dei faraoni hanno tratto origine e si sono diffuse molte razze simili in tutto il Mediterraneo.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-1586" style="margin-left: 15px; margin-right: 15px;" src="http://movimentopandora.org/wp-content/uploads/cirneco.jpeg" alt="cirneco dell'etna" width="275" height="183" />I levrieri primitivi</strong> sono cani molto longilinei, adatti alla corsa e specializzati alla caccia al coniglio che individuano e seguono a vista. Hanno testa piccola e orecchie erette, taglia variabile da piccola a grande, mantello fulvo-rosso con poco bianco. Zampe lunghe e potenti, muso e petto stretti a garantire aerodinamicità, la muscolatura armoniosamente sviluppata. Nell&#8217;antichità erano cacciatori, poi sono diventati corridori altamente specializzati nei cinodromi, ora sono considerati perlopiù cani da compagnia, eleganti e timidi con gli estranei.</p>
<p>Di questo gruppo fanno parte:</p>
<p><strong>Cirneco dell&#8217;Etna</strong> – leggermente più piccolo degli altri del gruppo, si differenzia perchè nella caccia utilizza l&#8217;olfatto anziché la vista. La forma delle dita e la robustezza dei cuscinetti lo rendono particolarmente adatto a camminare sulle rocce vulcaniche. Il colore riconosciuto dagli standard di razza è il fulvo più o meno intenso, isabella e sabbia, con marcature bianche. Cane molto intelligente e molto longevo, indipendente e solitario, non sempre socievole con le persone</p>
<p><strong>Podengo portoghese</strong> – esiste in tre taglie (piccolo, medio e grande) e due varietà di pelo (raso e duro). Secondo la taglia è impiegato nella caccia in tana, conigli o selvaggina più grande o anche per la guardia.</p>
<p><strong>Podengo ibicenco</strong> – prende il nome dall&#8217;isola di Ibizia. Cane molto robusto e riservato, timoroso con gli estranei. Caccia in muta composta da sole femmine e utilizza l&#8217;olfatto.</p>
<p><strong>Africanis land race</strong> – la morfologia è molto variabile tra il tipo levrieroide e il pariah perchè è sempre stato dato più peso alle caratteristiche caratteriali piuttosto che a quelle fisiche. Inoltre la popolazione così eterogenea ha portato enormi vantaggi in termini di adattamento e resistenza alle malattie infettive, infestive e genetiche. E&#8217; un cane da villaggio, molto indipendente, aggressivo se minacciato, riservato e sospettoso, perciò un ottimo guardiano oltre che un gran cacciatore.</p>
<p>Un&#8217;ulteriore specializzazione dai levrieri primitivi ha dato origine ai <strong>levrieri mediorientali</strong> (Sloughi e Saluki), e a quelli <strong>nordafricani </strong>(azawakh).</p>
<p><strong>Slougi o Levriero Arabo</strong>  – di taglia grande ma leggerissimi, con i colori tipici del deserto, è il cane delle tribù nomadi del sahara e della penisola arabica. Si distingue per l&#8217;aspetto nobile, lo sguardo fiero e un&#8217;aria quasi arrogante. Erano impiegati nella caccia alle gazzelle.</p>
<p><strong>Saluki o Levriero Persiano</strong> – probabilmente una varierà dello sloughi, con più varietà nei colori e lunghe frange di pelo alle orecchie e alla coda. E&#8217; l&#8217;unico cane rispettato dai musulmani, aveva addirittura il diritto di dormire nella tenda con gli sceicchi e non era mai venduto, a volte regalato ad ospiti d&#8217; onore. Anch&#8217;esso utilizzato per la caccia alla gazzella, anche in abbinamento al falco.</p>
<p><strong>Azawakh o Levriero del Mali</strong> – taglia grandi e leggerissimi, color sabbia, fulvo e bruno con marcature bianche. E&#8217; il cane dei Tuareg, un cacciatore da inseguimento per gazzelle, antilopi, conigli, pecore selvatiche ma anche un ottimo guardiano delle proprietà e degli animali.</p>
<p>Dal gruppo dei mediorientali origina anche il Piccolo Levriero Italiano, taglia piccola, peso 5Kg. Era utilizzato per la caccia ai conigli e ai ratti, diffuso nel Mediterraneo e in tutta Europa a partire da almeno 4000 anni fa, come testimoniano le raffigurazioni egiziane.</p>
<p>La successiva diffusione nei diversi continenti portò i levrieri ad adattarsi ai diversi climi (si pensi al folto mantello del <strong>levriero afgano</strong>), e alle diverse prede (il &#8220;cacciatori di lupi&#8221; per eccellenza sono il grande <strong>borzoi russo</strong>, e soprattutto il gigantesco <strong>irish wolfhound</strong> il cane più alto del mondo).</p>
<p><strong>Levriero afgano</strong> – taglia grande, esiste in tutti i colori, caratteristico il pelo folto. Era utilizzato per la caccia alla gazzella, al leopardo e al cervo ora è rimasto come guardiano delle greggi.</p>
<p><strong><img class="alignright size-full wp-image-1587" src="http://movimentopandora.org/wp-content/uploads/borzoi.jpeg" alt="borzoi" width="246" height="205" />Borzoi</strong> – è il più massiccio tra i levrieri, utilizzato per la caccia al lupo. Caratteristiche uniche, oltre alla forza fisica, il coraggio e l&#8217;astuzia. La razza è stata mantenuta in Inghilterra dove è arrivata attraversi regali alla nobiltà, mentre in Russia veniva sterminato in quanto simbolo zarista durante la rivoluzione bolscevica.</p>
<p><strong>Irish wolfhound o Levriero Irlandese</strong> – è il cane più alto del mondo, utilizzato per la caccia al lupo e all&#8217;orso; i Romani li utilizzavano nelle arene contro i leoni e gli orsi. E&#8217; un cane coraggioso e di buon carattere ma temibile se provocato.</p>
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